Umiltà  e considerazioni sul perchè dei fallimenti...

Incantesimi semplice per la nostra pratica quotidiana

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Chamo
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Umiltà e considerazioni sul perchè dei fallimenti...

Messaggioda Chamo » 25/07/2009, 16:43

Quante volte ci fermiamo a riflettere sul nostro avanzamento, o sul perchè non si avanza sul percorso della conoscenza? A volte restiamo invischiati in complessi intrecci dati dalla nostra volontà  e da cerimonialità  che non collimano tra loro, lasciandoci in uno stadio di incompresa stasi dalla quale non riusciamo a comprendere il perchè di tale blocco.
Spesso l'impegno ci porta a non porre la giusta attenzione sul fattore personale.
Nel percorso magico è di assoluta importanza l'ascesa spirituale che ci consente di conoscere ed entrare in contatto con quelle energie sottili di cui siamo fatti e che grazie alle loro diverse frequenze vibrazionali ci sonsentono di entrare in contatto. Molte volte succede che nella pratica magica ci si scontri con ostacoli che non permettono la riuscita di un nostro lavoro, ma che nonostante il fallimento non ci sia permesso comprenderne il perchè. D'abitudine siamo portati a pensare che la difficoltà  sia racchiusa nella complessità  esecutiva dell'incantesimostesso, ma non è cos'ì.
Quante volte abbiamo riflettuto su noi stessi? Quante volte ci siamo chiesti se e come siamo davvero in grado di congiungerci con quelle energie che sono attorno a noi?
L'impegno e lo studio per approfondire le materie magiche ci porta tendendzialmente ad allontanarci dal discorso evolutivo personale: fattore determnante per la realizzazione di ogni tipo di magia.
Il rapporto tra le energie che compongono noi stessi è di primaria importanza e la conoscenza di esse permette a chi è sul cammino della conoscenza di smantellare l'idea preconcetta della realtà  in cui viviamo, e che ci lega la mente impedendo proprio il suo stesso sviluppo.
Da quando veniamo alla luce siamo indottrinati e abituati a conoscere il mondo che ci circonda per stereotipi: una sedia, una tavolo, un bicchiere, un sasso...... e niente altro che questa rappresentazione statica e priva di 'energia'. Ci siamo mai chiesti cosa ci sia in quello spazio che intercorre tra la sedia e il tavolo? Credo che difficilimente ci siamo posti a riflettere su questo... e proprio perchè l'educazione che abbiamo ricevuto ci ha fatto sempre prendere come dato di fatto che quello spazio non è niente altro che uno spazio vuoto. In magia non è così: niente è privo di potere ed energia. Un sasso, così come una sedia hanno una loro collocazione nello spazio e nel tempo... oltre al fatto di avere una loro collocazione in questa dimensione.
Credo sia superfluo ricordare che la dimensione in cui viviamo non è la unica e la sola, ma ve ne sono molte altre e che a volte possono interagire tra esse per mezzo dell'intervento di uno stregone o per una casualità  che pone sulla nostra dimensione una sorta di ' porta' da cui queste dimensioni aliene possono interagire con noi.
Tutto questo è alla base della magia e della formazione di un qualunque mago o strega che si voglia. Durante tutti questi anni dedicati alla conoscenza, mi sono reso conto che spesso si sottovalutava proprio il primario fattore legato alla conoscenza di sé e alla familiarità  con quei meccanismi che ci permettono di " sentire" oltre l'udito... vedere oltre la semplice " vista " e usare la nostra attenzione in maniera differente da come normalmente siamo usi fare.
La cerimonialità  ci aiuta a focalizzare la nostra prima attenzione verso un obiettivo, e quando succede che per qualche ragione il nostro atto magico non ottiene i risultati sperati, nel 99% dei casi ci troviamo a riflettere sul perchè quella cerimonialità  non abbia dato i suoi frutti, e solo nell'1% consideriamo che forse è proprio la nostra fallibilità  nell'uso della nostra forza per usare quelle energie sottili che rivestono il campo terrestre, così come sono parte di noi e per mezzo delle quali un mago è in grado di compiere meraviglie.
A volte l'errore non sta tanto lontano da noi, ma proprio in noi stessi!
Chi di voi non si è mai trovato di fronte a queste considerazioni?
Sarebbe curioso oltre che estremamente utile conoscere le esperienze di tutti, così da poterne ragionare e discutere con serietà .
Da una critica o da un errore, purchè costruttivo, non si può fare altro che crescere........o no?


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Messaggioda Berkana » 28/07/2009, 17:37

A volte non sono fallimenti e forse non lo sono mai...non lo so di preciso.
Credo che siano delle tappe da fare, alcune si potrebbero saltare, ma pur sempre interne al percorso e quindi preziose. Forse sono delle soste atte a esaminare l'operato e ciò che veramente vogliamo.
A me è capitato di dovermi fermare per cercare più stabilità  (interna o esterna che sia), solo così posso aiutare il mio cammino ad essere più fluido!

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Messaggioda Chamo » 29/07/2009, 13:55

Certo, io ho usato parole come fallimento per rendere più chiara quella sensazione di sconfitta che spesso si ha davanti ad ostacoli che ci impediscono il movimento, ma di cui non riusciamo ad comprendere la natura.
L'umiltà  spesso manca... e in questi casi è proprio una dimostrazione di come siamo e sappiamo essere poco umili.
Cerca con tenacia e ti accorgerai di quanti segnali ti arrivano da quello stesso mondo che ci sta attorno ma che non è quello a cui noi siamo stati abituati.

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