empatia, io sento ciò che tu senti

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elfobianco)O(
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Messaggioda elfobianco)O( » 13/02/2007, 17:11

la sensibilit? degli animali ? più sviluppata della nostra inoltre i lori sensi sono più sviluppati e non sono affatto sorpreso se quando vedo un gatto che graffia ogni persona che lo avvicina, mi farebbe le fusa sono legato a questo animale magico per? ? un altro discorso^^

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Ghaladh
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Messaggioda Ghaladh » 13/02/2007, 17:12

Io posso parlarvi della mia esperienza, di come funziona per me, con la speranza che chi legge possa capire un po' meglio questo fenomeno umano e naturale o che, nel caso sia egli stesso dotato di questa particolare sensibilit?, possa trarre dalla mia esperienza alcuni consigli utili.

A cosa pu? servire l'empatia?
L'empatia ? la dote che uso più spesso, sia al fine di migliorare le mie
relazioni, sia per ottenere il più possibile dai rapporti con gli altri; non fraintendetemi: non strumentalizzo questa capacit? per fini subdoli, ma indiscutibilmente, sapere qual ? il momento più giusto per approcciarsi ad una persona, per farle una richiesta, per affrontare con lei un determinato argomento, facilita molto la vita.

L'empatia ha molti utilizzi alternativi e se sfruttata bene migliora la qualit? della vita sociale e dona un grande potere nelle relazioni umane. Io ne ho scoperti due principalmente, nella mia esperienza:
- Quando una persona mente, ? raro che non provi una sensazione di disagio o d'agitazione; ? quindi possibile usare l'empatia come "rivelatore di bugie".
- Conoscendo col tempo una persona e "leggendo" le sue emozioni durante certi discorsi, siamo in grado di scoprire quali argomenti o quali espressioni suscitano in lui determinati stati d'animo e potremmo arrivare, tramite questa conoscenza a dirigere i suoi umori; tale consapevolezza ci aiuta a porre in soggezione chi ci ? da ostacolo oppure ci rende in grado di guidare un amico depresso fuori dal suo stato negativo, con estrema facilit?. Questo tipo d'approccio potrebbe essere usato anche malignamente, e ammetto che talvolta l'ho fatto.

Come funziona l'empatia per me e come la controllo?
Inizialmente mi bastava passare vicino ad una persona e guardarla per avvertire le sue emozioni. Era una cosa involontaria.
Quando ero ancora bambino e non avevo un carattere forte e ben definito, arrivavo a farmi influenzare dalle emozioni altrui poichè non essendo ben consapevole di questa capacit?, non riuscivo a distinguere le mie emozioni da quelle degli altri, il ch? mi rendeva lunatico e decisamente confuso.
Andando avanti con gli anni, questa sensibilit? ? diminuita naturalmente: ora le emozioni degli altri le percepisco solo se essi spostano la propria attenzione su di me, in prima persona, tramite un dialogo diretto o con uno sguardo che non sia dato sovrappensiero. Solo le emozioni più intense trapelano e vengono percepite dalla mia sensibilit? con la semplice vicinanza fisica.
In rarissimi casi ho episodi di comunicazione empatica anche tramite il dialogo al telefono, ma mi capita accidentalmente e solo con persone che conosco intimamente.
Con il tempo, informandomi e lasciandomi guidare dai maestri che si sono susseguiti nella mia esperienza, appresi finalmente il controllo.
L'empatia, per quanto mi riguarda, non pu? essere annullata; non ? come un programma per computer che puoi eseguire oppure no, ma con la pratica di alcuni "trucchetti" sono in grado di assopire la percezione delle emozioni esterne: quando parlo con una persona, ad esempio, se non voglio "leggerla" (user? questo termine per comodit?), sposto tutta la mia attenzione sulle percezioni fisiche (la sensazione dei vestiti sulla pelle, il contatto delle dita con qualcosa che ho in tasca...) ed evito di guardarla direttamente.
Purtroppo ? sgradevole parlare con una persona che non ti guarda negli occhi e spesso, soprattutto quando ho a che fare con i miei capi al lavoro o con una persona che si ? esplicitamente lamentata di questo mio atteggiamento, non posso applicare con estrema efficacia il metodo descritto sopra, sia per rispetto sia per convenienza. Mi costa maggiore concentrazione e diminuisce l'attenzione che ho verso il dialogo. Fortunatamente sono pochi i casi in cui una persona che mi parla, provi emozioni tanto intense da disturbarmi, quindi non ? sempre necessario assopire la percezione empatica.

Come distinguo le emozioni altrui dalle mie?
La percezione delle emozioni intime e la percezione delle emozioni altrui dona sensazioni differenti, ma confondibili fra loro. Il principale metodo di discernimento fra queste ? ottenuto tramite la razionalizzazione: le emozioni sono suscitate da pensieri, avvenimenti o stimoli esterni; ? più raro che essere affiorino stimolate dall'inconscio (la classica ansia o la depressione ad esempio sono fra queste). Partendo da questo presupposto la prima forma di discernimento ? ovvia: basta capire se l'emozione che stiamo provando ha una giustificazione personale.
Con le emozioni più difficili da spiegare, invece, il discorso ? un po' più complesso. Un'attenta introspezione, nel tempo, ci porter? a capire in quali occasioni certe emozioni inconsce tendano a riaffiorare dentro di noi. E' stato studiato che l'olfatto ha un potente potere rievocativo: stiamo parlando con una persone e ad un tratto sentiamo, ad esempio, il profumo di focaccia e il nostro inconscio vola immediatamente a quella meravigliosa domenica, quando la nonna prepar? la focaccia in casa e la famiglia si riun? in un armonioso convitto che c'? rimasto impresso; una marea d'emozioni riaffiorano e sentiamo la nostalgia, la calorosa pace del nucleo famigliare che percepimmo allora, la felicit? di quel momento e cos? via... se non ci si concentra su queste emozioni e non si lasciano riaffiorare i ricordi coscienti allora pu? sopraggiungere uno stato di confusione nel quale potremmo arrivare a confondere questa rievocazione percettiva con il fenomeno di percezione empatica, portandoci a credere che sia la persona con la quale stiamo interloquendo a provare quelle sensazioni.
Nell'esempio citato, io interromperei il discorso con una scusa logica: "Perdonami se t'interrompo, ma hai sentito che profumino? Mi fa venire una fame!"; generalmente segue un commento d'istanza della persona. Questi pochi secondi mi danno la possibilit? di concentrarmi un pochino sulle emozioni e di razionalizzarle. Nell'esempio citato, alcuni ricordi di quella domenica riaffiorerebbero; non ? un metodo che offre una risposta certa e non ? sempre d'uopo interrompere un discorso (dipende dall'argomento e da chi sta parlando), ma in linea di massima ? attuabile il più delle volte. Se proprio non riusciamo a metterlo in pratica, allora ignoriamo la percezione emotiva e smettiamo di chiederci a chi appartenga se non siamo riusciti a distinguere, sopprimendola e proseguendo il discorso. Raramente ? importante discernere, a meno che l'emozione non diventi persistente e/o di disturbo alla nostra quiete.
Esercitarci ad elaborare le nostre emozioni non ? utile solo all'empatico, ma a tutti: ? un passo in più verso la conoscenza di s?.

Restano sicuramente altri aspetti da analizzare, ma al momento non mi viene in mente nulla. Spero di non avervi tediato.

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Chamo
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Messaggioda Chamo » 13/02/2007, 17:14

Vorrei solo precisare una cosa relativa alle parole di costream...:
Infatti le persone sentimentalmente sensibili hanno tra le loro facolt? l'empatia.

Pi? che identificare le persone empatiche come sentimentalmente sensibili, direi che solo la "sensibilit?" sia matrice dell'empatia. Sentimentalmente, significherebbe limitare l'azione delle percezioni empatiche, cosa che invece non ? possibile fare poichè abbracciano ogni tipo di situazione e stato d'animo.
La capacit? di convivere ed usare l'empatia in maniera tale che non ci distrugga o non riesca ad influire sui nostri stati d'animo personali creando strascichi che interferiscono con la nostra vita, la si acquista nel tempo, in relazione al tipo di personalit? che si ha.
Credo che come per ogni cosa, la pratica e la ricerca di quelle metodologie che "equilibrano" tutto ci? che se disequilibrato pu? causare problemi, siano strettamente personali e che non seguano una linea operativa precostituita.


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Messaggioda elfobianco)O( » 13/02/2007, 17:17

ghal ti ringrazio tanto del tuo post mi sarà di certo di aiuto a capire cose che fino ad ora mi sembravano difficili anche per me.. sono all'inizio della presa di coscienza dell'empatia... ora in qualche modo sapr? in parte come comportarmi^^

Elfo)O(

Espulso005
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Messaggioda Espulso005 » 13/02/2007, 17:18

Ma lo capite che la gente che non possiede empatia finisce in carcere e anche per gravi motivi?
A parte un paio di interventi, mi pare che la confusione in merito sia ancora ampia.

L'empatia ? come la piet? e la compassione, sono caratteristiche umane e controllabili, che ce le abbiano avute i "santi" ? un altro discorso.

Senza di essa non c'? la possibilit? di sentimento reciproco, ad esempio l'innamoramento e per quanto vi sembra triste sentirvelo dire, i sentimenti e le emozioni esulano largamente da un percorso che vede implicato lo spirito, anche se i più possono essere sensibili o molto emotivi.

Prendete questi concetti con le pinze, o ci ritroviamo di fronte un mondo di grandi illuminati e mistici, capi di stato e guerrafondai inclusi.

Ghaladh
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Messaggioda Ghaladh » 13/02/2007, 17:18

Prox, io non ho capito il tuo intervento sinceramente... :-|

Espulso005
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Messaggioda Espulso005 » 13/02/2007, 17:19

Per empatia si intende la capacit? di utilizzare il proprio apparato psichico in funzione dell'altro da s?.

mi autoquoto.

Galahd: so che sono noiosa e ripetitiva, ma per favore potresti sintetizzare almeno un p? quando scrivi?
Poi se ti va, mi dici per benino cosa non ti ? chiaro.
Un abbraccio

Ghaladh
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Messaggioda Ghaladh » 13/02/2007, 17:21

Prox, per certe cose non ? facile riassumere. Cercando di essere il più succinti possibili si rischia di tralasciare parti importanti e di essere fraintesi.

per quanto mi riguarda il tuo intervento precedente, non ho ben compreso cosa intendi dire con:
Ma lo capite che la gente che non possiede empatia finisce in carcere e anche per gravi motivi?

che ce le abbiano avute i "santi" ? un altro discorso.

per quanto vi sembra triste sentirvelo dire, i sentimenti e le emozioni esulano largamente da un percorso che vede implicato lo spirito, anche se i più possono essere sensibili o molto emotivi.

Prendete questi concetti con le pinze, o ci ritroviamo di fronte un mondo di grandi illuminati e mistici, capi di stato e guerrafondai inclusi.

Il significato di queste frasi mi sfugge e mi pare assolutamente al di fuori del contesto. Non voglio essere polemico: non ho capito realmente :-|

follettinakiara
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Messaggioda follettinakiara » 13/02/2007, 17:24

Cio? non hai capito neanche una frase, ok, tanto perchè non CI va di far polemica ci riprovo:

Ma lo capite che la gente che non possiede empatia finisce in carcere e anche per gravi motivi?

Gli individui che non possiedono capacit? empatiche, sono classificabili in max 2 categorie, in generale si tratta di persone con gravi disturbi psichici, definiti devianti ( se vuoi scendo in dettagli ancora più tecnici, ma che esulano veramente dal topic).
Se ancora non mi sono spiegata : i serial killer rientrano in questa categoria.

che ce le abbiano avute i "santi" ? un altro discorso.

Qui parlavo di virt? come la com-passione (patire cum) e la piet? (la pietas), caratteristiche prettamente umane che trovano i santi o gente illuminata come massima espressione.

per quanto vi sembra triste sentirvelo dire, i sentimenti e le emozioni esulano largamente da un percorso che vede implicato lo spirito, anche se i più possono essere sensibili o molto emotivi.

Hai capito bene: il fatto che una persona che abbia intrapreso un percorso spirituale di qualunque tipo, possa essere o meno emotiva o sensibile, non influisce affatto sul percorso intrapreso dal suo spirito stesso.
Emozioni e sentimenti sono prodotti della natura umana non dello spirito, triste, forse, ma ha il suo perchè.


Prendete questi concetti con le pinze, o ci ritroviamo di fronte un mondo di grandi illuminati e mistici, capi di stato e guerrafondai inclusi.

Se si parte dal presupposto che l'empatia ? un "dono" o una specie di potere extrasensoriale, finiamo col vedere santi illuminati e mistici ovunque, anche laddove non ci sono, credi forse che i capi di stato o i soldati che vanno in guerra non ce l'abbiano? Beh, io no.

In tutto questo ribadisco quello che ho detto all'inizio di questo topic e cio? che non sono mie opinioni, ma concetti che hanno una storia scientifica più lunga di cento anni.

Scusate se vi sembro rigida o intransigente e anche parecchio ottusa,ma sono concetti che maneggio giornalmente, quindi so di cosa sto parlando.

In ultimo,
per certe cose non ? facile riassumere. Cercando di essere il più succinti possibili si rischia di tralasciare parti importanti e di essere fraintesi.

Ovviamente ognuno ? libero di esprimersi come e quanto vuole, come del resto ognuno ? libero di saltare post infiniti come e quanto vuole. E adesso mi sono dilungata io, scusate tutti.

Lilla67
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Messaggioda Lilla67 » 13/02/2007, 17:25

Io penso che se un posto dice cose interesanti e in modo scorrevole ? comprensivo allora non mi risulta n? lunga n? noiosa.
Non ? dono di tutti saper scrivere faccendo appassionare il lettore.
A me cmq ? piaciuto sia il post di ghaladh sia quello di proxselkore, non ho saltato una riga e avete chiarito in modo ben definito un argomento e dei punti che per me erano importanti e interessanti.


Lilla*


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