Il grande ratzinger XD

Discussioni generalo ed off topic

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Apophis
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Messaggioda Apophis » 03/03/2008, 17:11

Elfo)O( ha scritto:Si gian hai perfettamente ragione... Ricordiamoci della storia quando al comando erano i vari popoli pagani, non mi sembra che regnava la tolleranza, adesso le cose sono molto cambiate non so se in peggio o in meglio ma sta di fatto che sono cambiate.
...






Guardate di stermini attuati dai pagani ce ne furono moltissimi, pensiamo al grande Tautates...
Pensiamo agli uomini di vimini druidici...
Pensiamo però che chi veniva bruciato erano criminali terribili senza speranza di reintegrazione...voglio dire, uccisioni e intolleranze devono anche essere inquadrate e canalizzate nel tempo. Uccidere una tribù perchè altrimenti occupava il mio luogo di potere è legittimo. Bloccare pratiche mediche con le quali l'uomo potrebbe prendere dei vantaggi sulla malattia è altrettanto giusto?

Il vero grande esempio di tolleranza sapete qual'è?
Un gesto terribilmente illuminato e incauto allo stesso tempo. a costruzione di un monastero accanto alla collina di Avalon.
Il Monastero di vetro venne creato alla sinistra dell'Isola delle Mele, meglio detta Isola di Afallach, ossia del Dio Afallach, figlio di Modron.
Solo la mediazione di un illuminato come Taliesin riuscì a salvare i primi monaci-coloni dalla lapidazione.
Fu incauto però, e quella terra dovette sparire.
Mia nonna diceva "il medico pietoso fà  le piaghe!".
Giochiamo alla tolleranza fratelli pagani, ma non all'idiozia. Non sono un bilioso, nè un bellicoso, ma realista si. Se porti un pentacolo sei satanista, se preghi Dana sei matto, se accendi una candela sei piromane. Il paganesimo è più che quattro demoni messi in fila, e molto di più che quattro idioti che ti chiedono quando si usa l'athame...
Tolleriamo fino a che non ci verranno pestati i piedi.
Conquistiamo quello che fu nostro, conquistiamo con l'intelligenza e la bellezza, ma ricordiamoci anche che quando dovremo scegliere se punire o meno, le voci dei nostri fratelli e sorelle uccisi dovranno tornarci alle orecchie. E allora non ci saranno sguardi pietosi, solo austerità .
Mai diventare assassini, mai uccidere altre forme di pensiero, ma SEMPRE e dico sempre, non permettere che la propria venga calpestata.
Mai sfociare nel fondamentalismo, e ricordarsi che vissero persone che dovremmo seguire come modello,

Boudicca, regina degli Iceni, si scagliò contro le forze romane, guidando una delle più grandi rivolte dell'Inghilterra. Le erano state strappate le due figlie, e il trono, per legge romana sarebbe dovuto passare per linea maschile.
Nuda, vestita solo d'una collana d'oro, sconfisse più volte l'esercito romano, in nome della Dea Andraste, in nome dello spirito pagano.

“ "Let us, therefore, go against (the Romans), trusting boldly to good fortune. Let us show them that they are hares and foxes trying to rule over dogs and wolves." When she had finished speaking, she employed a species of divination, letting a hare escape from the fold of her dress; and since it ran on what they considered the auspicious side, the whole multitude shouted with pleasure, and Buduica, raising her hand toward heaven, said: "I thank thee, Andraste, and call upon thee as woman speaking to woman..." ”

"Permettici di affrontare i romani, affidandoci coraggiosamente alla buona sorte. Permettici di mostrargli che sono volpi e conigli che tentano di governare su cani e lupi." Quando ebbe finito di parlare, eseguì una sorta di divinazione lasciando che un coniglio scappasse dalla sua veste; e vedendo che il coniglio correva nella direzione che ritenevano di buon auspicio, sospirarono tutti di sollievo. Boudicca, ergendo una mano verso il cielo, disse: "Ti ringrazio, Andraste, e ti parlo come una donna parla ad un'altra donna..."


Le truppe di Boudicca vennero trucidate e sconfitte però, perchè v'era troppa foga e poca lucidità  nelle loro armi.
Nella battaglia di Watling Street i Romani vinsero, e lei si avvelenò pur di venir imprigionata.
Stiamo attenti ad avere lucidità  nel risveglio della Grande Dea, ma determinazione, e fede.

Scusate lo sfogo...

Apophis

gaya
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Messaggioda gaya » 03/03/2008, 18:08

Ah Boadicea ....

Apophis
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Messaggioda Apophis » 03/03/2008, 18:46

Budicca, Boudica, Boudicca, Boadicea, Buduica, Bonduca, Boudiga, Bodicca.
Sempre lei.

Apo

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Messaggioda gaya » 03/03/2008, 21:15

Nu il mio era semplicemente un sospiro nostalgico(ah Boadicea....:roll:). Adoro,questa donna e la sua storia e so che è sempre lei...^^

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Messaggioda Berkana » 04/03/2008, 14:35

Non so se si può parlare di tolleranza, perchè automaticamente chi tollera si mette in una posizione di superiorità  e sinceramente non mi sento superiore in quanto pagana a nessun altro culto diverso dal mio.
Sul difendere la propria identità  spirituale o civile, sociale che sia è giustissimo, chi non lo fa è un ameba a detta mia, anche se il costo da pagare è alto, scusate sono un'idealista e chi è come me sa bene che le lotte sono molte e producono spesso delusioni.
Sono contraria al fondamentalismo per principio, è meglio aprirsi al dialogo proprio per non essere accusati di ottusaggine( si dice così :P ).
Il confronto è padre della socializzazione, anche la più sincretica.
Berk

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Messaggioda Hermete » 04/03/2008, 18:06

Quoto in toto quanto detto da Berky!!!


Hermete

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Messaggioda Apophis » 04/03/2008, 22:08

Già , forse più che tolleranza rispetto...

Apo

uiscecat
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Messaggioda uiscecat » 05/03/2008, 17:22

Ritrovo nelle parole di Apo molto del mio pensiero...
Tuttavia, non può esservi tolleranza senza rispetto. In effetti qual'è il confine ultimo fra queste due parole?
Non credo che essere tolleranti ci ponga in posizione di giudizio o superiorità , nella tolleranza vedo il raggiungimento di una lucidità  di pensiero che sfocia nella compassione.
Non si può essere tolleranti se non si è affrontato il nostro peggior nemico: noi stessi.
Essere tolleranti significa aver visto la propria ombra, esserne consapevoli, razionalizzarla, così che non sia possibile vederla negli occhi di chi non la pensa come noi.
Va bene, sto filosofeggiando...
Si vede che sta arrivando la luna nera!

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Messaggioda Hermete » 06/03/2008, 3:13

Secondo me bisognerebbe dare risalto alla domanda: perchè siamo tolleranti?

Analizzando questa ricerca di motivazione apparentemente altruistica potremo scoprire che in realtà  la nostra tolleranza è spinta da una volontà  di apparire come superiori confronto agli altri, alimentando quindi il nostro ego e facendo sì che gli altri possano vederci in una posizione superiore, come se volessimo far intendere che noi abbiamo una visuale più aperta delle altre persone, come se avessimo raggiunto un livello di assurzione maggiore.

Ritrovo nelle parole di Apo molto del mio pensiero...
Tuttavia, non può esservi tolleranza senza rispetto. In effetti qual'è il confine ultimo fra queste due parole?
Non credo che essere tolleranti ci ponga in posizione di giudizio o superiorità , nella tolleranza vedo il raggiungimento di una lucidità  di pensiero che sfocia nella compassione.
Non si può essere tolleranti se non si è affrontato il nostro peggior nemico: noi stessi.
Essere tolleranti significa aver visto la propria ombra, esserne consapevoli, razionalizzarla, così che non sia possibile vederla negli occhi di chi non la pensa come noi.


uiscecat, quanto dici ha secondo me un quid di vero, ma mi chiedo quante persone possano raggiungere questo stato di totale chiarezza della propria mente. Purtroppo io appartengo alla "corrente filosofica" che indica il mondo interno dell'uomo, e quindi che si riflette anche all'esterno, è mosso quasi interamente dal desiderio di espansione dell'Io.


Hermete

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Messaggioda uiscecat » 06/03/2008, 12:51

Hermete ha scritto:...ma mi chiedo quante persone possano raggiungere questo stato di totale chiarezza della propria mente. Purtroppo io appartengo alla "corrente filosofica" che indica il mondo interno dell'uomo, e quindi che si riflette anche all'esterno, è mosso quasi interamente dal desiderio di espansione dell'Io.Hermete


Tale lucidità  di pensiero è raggiungibile, ma comporta cmq una rinuncia: l'Io in quanto Ego.
Tale lucidità  significa essere ad un passo dall'Illuminazione...
Perciò, concordo con te nel constatare che l'espansione dell'Io sia per certi versi un limite al raggiungimento di tale lucidità .
Non un difetto, perchè in fondo considero l'essere umano un meraviglioso universo di possibilità .
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